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Il Mondo delle Rose

Lo sapevate che… alla famiglia delle Rosaceae appartengono non solo i bei arbusti che conosciamo bene, ma anche numerose specie di arbusti e alberi da frutto e alberi ornamentali? 

Il biancospino, l’azzeruolo, il nespolo, il sorbo, il rovo, il lampone, (tutti frutti selvatici molto ricchi di vitamine e molto resistenti ai patogeni); più conosciuti sono il ciliegio, il susino, l’albicocco, il pesco, il mandorlo, l’amarena, il melo, il cotogno e il pero; ancora, utilizzati come piante ornamentali, il cotonaster. Il piracanta, la kerria, la spirea e il fisiocarpo, l’amelanchier, la potentilla e la fotinia.

Le Rose sono tipiche dell’emisfero Nord, presenti fin dall’antichità in Europa e oggi diffuse in tutti i continenti a scopo decorativo e ornamentale. Il genere Rosa comprende oltre 200 specie che a loro volta presentano numerose varietà. Le principali specie spontanee o oggetto di antiche ibridazioni presenti in Italia sono: R. agrestis, R. pimpinellifolia o spinosissima, R. micranta, R. tomentosa, R. montana, R. banksiae, R. canina, R. rugosa, R. muscosa, R. damascena, R. centifolia, ecc.

Queste specie, definite anche “botaniche”, sono adatte alla produzione dello sciroppo di rose.

Lo sciroppo di rose è un prodotto tipico delle zone montuose vicino a Genova; in effetti però anticamente lo sciroppo di rose veniva preparato in gran parte delle regioni del centro nord Italia. Anticamente per questo sciroppo si utilizzavano i petali delle rose canine; quando vennero introdotte in Europa le rose rugose, i petali di queste sostituirono in fretta quelli delle rose canine, in quanto i fiori sono più ricchi di petali, e anche più profumati e rifiorenti, risultava quindi più semplice ottenere molti petali per produrre sciroppo e marmellate. Va detto però che qualsiasi petalo di rosa può essere utilizzato per produrre marmellata e sciroppo, l’importante è che si tratti di una pianta coltivata biologicamente, e quindi priva di insetticidi e pesticidi chimici di sintesi (ce li ritroveremmo nel nostro sciroppo o marmellata…). Possiamo curare le nostre rose con preparati naturali utilizzati in agricoltura biologica.

Alcuni cenni di storia e folklore: La rosa canina è impiegata per usi alimentari e medicinali da millenni. Tra i popoli che ne facevano largo uso ci sono stati gli Assiri, i Greci e i Romani. Tra gli autori greci ne hanno parlato Teofrasto (371-287 a.C.) e Dioscoride (circa 40-90 d.C.). Tra gli scrittori latini, Virgilio (70-19 a.C.), nelle Georgiche, pare sia il primo a usare per questa specie il termine «rosa» e Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) ne ricorda gli usi medicinali nella sua «Naturalis historia». Il medico Galeno di Per- gamo (Turchia, 129-216 d.C.) ne riporta l’uso comune tra la popolazione del tempo. I Romani maceravano nel vino i suoi petali, da usare poi in pasticceria. Gli stessi Romani associavano la pianta a Venere e Cupido, dea e dio dell’amore.

In tempi più recenti, durante la seconda guerra mondiale, quando l’Inghilterra rimase senza accesso al mercato degli agrumi, per evitare carenze di vita- mina C alla popolazione e ai soldati, il Ministero della salute chiese alla popolazione di raccogliere i frutti della rosa canina durante i fine settimana. Il lunedì, il raccolto veniva consegnato in un grande cesto davanti al ministero stesso. Ne furono raccolte circa 2.500 tonnellate! Dai frutti si ricavava uno sci- roppo ricchissimo di vitamina C che veniva distribuito alla popolazione.

Gli Indiani d’America credevano che i rami della rosa canina tenessero lon- tani gli spiriti dei morti e circondavano le abitazioni del defunto di questi ra- mi per evitare che lo spirito tornasse in casa.

I petali dei fiori, raccolti in maggio-giugno, si usano per preparare confetture, sciroppi, bevande e vengono utilizzati pure in insalate e macedonie.

Con le foglie fresche raccolte durante l’estate (ma anche con quelle essiccate, reperibili pure in erboristeria) si preparano sia infusi medicinali che bevande dal sapore delicato.

Con i frutti maturi (che si raccolgono da ottobre a dicembre) si ottengono confetture, gelatine, salse, sciroppi e bevande gradevoli.

 

LE PROPRIETÀ NUTRITIVE E MEDICINALI

I petali di rosa canina sono considerati disinfettanti, tonici e astringenti (per la pelle). Sono usati in infuso per uso in- terno, o anche esterno per rassodare e disinfettare la pelle.

I frutti sono ricchissimi di vitamina C (ne contengono circa 20-30 volte più delle arance). Ma contengono anche vitami- ne A, E, K, niacina e minerali, oltre ad acidi organici (citrico e malico), zuccheri, tannini e altro. Sono quindi astringenti, tonici, depurativi e disinfettanti, specialmente vescicali.

I semi sono ricchi di vitamina E e se ne possono fare infusi, usandoli da soli o insieme al resto del frutto, che risultano diuretici.

 

LA CONSERVAZIONE

I petali si possono essiccare, non so- no utili per insalate o altri alimenti; se ne possono fare solo infusi.

I frutti si possono essiccare all’aria e conservare, sempre per preparare infusi o per ricavarne farina come descritto sopra.

La polpa passata dei frutti può essere congelata.

 

Attenzione!

Non ingerite i frutti interi di rosa canina perché i peli sono irritanti e possono dare molto fastidio in bocca e ai vari tratti dell’apparato digerente. Quando raccogliete petali e frutti di rosa canina proteggete mani e braccia dalle spine. Per le preparazioni con frutti di rosa (così come per tutte le preparazioni a base di frutta, o comunque acide) non usate mai contenitori di rame o alluminio che reagiscono con la polpa acida del frutto, degradando la vitamina C e rendendo solubili parti di metallo che creano composti tossici.

LE PRINCIPALI AVVERSITA' DELLE ROSE

a)      parassiti animali:

-        afidi

-        cicaline

-        larve di imenotteri tentredini

-        ragnetto rosso

-        metcalfa

b)      funghi:

-        mal bianco

-        ruggine

-        ticchiolatura

-        peronospora

c)      altri agenti di malattia:

-        cancro dei rami

-        tumore batterico del colletto e delle radici

-        marciume dei fiori

 

 

Testo a cura di 

Marco Garbini Giardiniere, docente UNI3 Busalla, CUP Prà

telefono: 3939151580 - www.formazione3t.it

 

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15a Edizione della Festa delle Rose 10.06.2017 10:00